resolve nodes

Una delle caratteristiche che rendono Davinci Resolve un sistema di color grading molto flessibile è l’uso dei nodi. Per sfruttare al meglio il software è fondamentale sapere come utilizzarli. In questo articolo, vedremo una introduzione ai principali tipi di nodi di Da Vinci Resolve: serial node, parallel node e layer node.

Una volta visti i concetti di base, è fondamentale sperimentare. Spesso, lo stesso risultato può essere ottenuto usando nodi di tipo diverso. Sperimentando, possiamo scoprire quando è meglio creare una struttura di nodi complessa e quando usarne una più semplice. Possiamo imparare a creare delle catene di nodi efficaci ed ottimizzare il nostro lavoro.

Cosa sono i nodi di Davinci Resolve

I nodi di Davinci Resolve, possono essere considerati gli “step” in cui è suddiviso il processo di color grading di ciascuna clip.

Ogni nodo riceve un’immagine dal suo input e nel nodo vengono eseguite una o più elaborazioni. Il risultato è passato al nodo successivo o produce il risultato finale per quella clip.

I nodi costituiscono la struttura attorno cui costruire interventi di color correction complessi suddividendoli in operazioni più semplici. In questo modo, possiamo avere maggior controllo e flessibilità sia dal punto di vista creativo che tecnico e organizzativo. Ad esempio, possiamo usare i nodi per tenere traccia del punto in cui è stato eseguito un certo tipo di correzione, e tornare a quel nodo specifico per fare delle modifiche. Oppure possono essere utilizzati per definire in che ordine le varie operazioni devono essere eseguite.

Non esiste un numero standard di nodi da usare per ciascun cut: dipende dalle proprie preferenze personali, dal tipo correzione da fare, dal genere di lavoro. Ad esempio, creare una catena di nodi complessa soffermandosi su ogni piccolo dettaglio potrebbe essere controproducente se si lavora su un prodotto seriale con tempi di consegna molto stretti.

Tutti i nodi, con delle eccezioni, hanno almeno un input e un output. Nello specifico hanno un RGB input / output, di forma circolare, usato per i canali RGB dell’immagine ed un Key input / output, di forma triangolare, usato per la trasparenza.

Serial Node

I serial node sono i nodi che useremo più spesso. I serial node servono per applicare delle correzioni in serie, una dopo l’altra. L’ordine con cui i serial node sono collegati è importante. Infatti, modificando l’ordine delle operazioni, si producono risultati diversi.

nodi di davinci resolve

Parallel Node (Parallel Mixer Node)

I parallel node permettono di applicare due o più correzioni in parallelo, quindi allo stesso tempo. Coi parallel mode possiamo combinare i parametri di correzione di più input in un singolo output. Ad esempio, i parallel node possono essere usati per controbilanciare più aree di un’immagine interessate in maniera troppo estrema da una correzione, per isolare contemporaneamente più aree di colore, per creare effetti particolari.

I nodi in una struttura parallela non seguono un sistema di priorità quindi se cambia l’ordine degli input, il risultato non cambia.

nodi di davinci resolve

Layer Node (Layer Mixer Node)

I layer node possono essere paragonati, indicativamente, ai livelli di photoshop o after effects, dove possiamo combinare tra loro due o più immagini sovrapposte usando maschere, selezioni e composite modes.

Graficamente, i layer node hanno, lo stesso layout dei parallel node ma funzionano in maniera diversa. Prima di tutto, seguono un sistema gerarchico in cui il nodo nell’input inferiore è prioritario rispetto a quello nell’input superiore. L’idea è che il nodo che entra nell’input più in basso è come fosse su un “livello superiore” rispetto a quello che entra nell’input più in alto.

I layer node possono essere utilizzati per isolare due o più colori e modificarli in un singolo step o recuperare un colore specifico alterato da una correzione globale sull’immagine. Possiamo usare i layer mode anche per eseguire delle vere e proprie operazioni di compositing.

nodi di davinci resolve

Nodi di Davinci Resolve: note sparse.

Assegnare una label ad ogni nodo è un’ottima abitudine e permette di ricordare facilmente cosa avviene su quel determinato nodo.

Non si dovrebbero compiere troppe operazioni in un singolo nodo. A parte privarsi della flessibilità offerta dai nodi, diventa più difficile gestire eventuali modifiche a parametri specifici. Inoltre, Resolve segue un suo ordine di operazioni all’interno di ciascun nodo. Usando nodi diversi possiamo essere noi a controllare l’ordine delle operazioni. Per maggiori informazioni a proposito è possibile consultare il manuale del software.

Nella versione 12 di Resolve sono stati introdotti i compound nodes cioé dei macro-nodi che combinano più nodi come fossero un nodo singolo. Usando i compound nodes, possiamo organizzare meglio lo spazio di lavoro quando si usano molti nodi ed avere una maggiore flessibilità.