premiere velocizzare rendering

Come velocizzare il rendering in Premiere Pro? Ci sono vari modi per ottimizzare il workflow di lavoro, risparmiare tempo ed evitare brutte sorprese dopo ore e ore di esportazione. In questo articolo ne vedremo alcuni.

Rendering vs esportazione

Spesso, i termini rendering ed esportazione vengono usati come sinonimi. In questo articolo userò il termine rendering, principalmente, per definire il rendering temporaneo, quindi la generazione delle anteprime. Userò, invece, il termine esportazione, per definire il rendering finale, quindi la generazione del file master.

Velocizzare il rendering ottimizzando l’importazione.

Uno degli indubbi vantaggi di Premiere Pro è il supporto a numerosi codec nativi con cui montare senza bisogno di transcodifiche. L’aspetto negativo di questo approccio è che, spesso, i codec delle camere non sono ottimizzati per il montaggio. Ad esempio, l‘h264 permette di ottenere file di buona qualità ad un data rate relativamente basso, i computer recenti lo gestiscono bene ma, per decodificarlo, fanno un uso intensivo delle loro risorse. Ciò significa rallentamenti durante l’editing e lunghi tempi di esportazione, soprattutto se si usano effetti.

Chi lavora con Final Cut o Avid Media Composer, invece, sa bene quanto sia vantaggioso lavorare con file ottimizzati. Tipicamente, i due software usano rispettivamente il ProRes e il DNxHD, hanno la possibilità di lavorare immediatamente col file nativo e la transcodifica / ottimizzazione avviene in background o la si può far partire manualmente quando ci si allontana per la pausa pranzo o durante la notte.

Con Premiere Pro, uno degli approcci, per lavorare con file ottimizzati, è transcodifcare il video in anticipo invece di importare direttamente i file h264, o in altri formati compressi. Possiamo usare una delle tante varianti di ProRes (se stiamo lavorando su Mac), o i codec Avid DNxHD, che si scaricano gratuitamente sia per Mac che per Windows, oppure i codec Cineform, forse meno diffusi ma disponibili gratis per Mac e per Windows come parte di QuickDesktop.

Per trascodificare i file si può usare Prelude, Media Encoder o un altro software di terze parti che mantenga intatti i metadati, ad esempio Edit Ready (solo per Mac).

Da Premiere CC 2015.3 in poi, nel pannello Browser Multimediale è disponibile anche la funzione assimila che ci dà la possibilità di copiare i file in una destinazione specifica transcodificandoli in un formato di nostro gradimento. In questo modo, Premiere funziona in maniera simile a Final Cut o Media Composer: importa i file nativi, con cui iniziare a lavorare subito mentre, in background, Media Encoder li transcodifica. Alla fine, i file nativi saranno sostituiti automaticamente dalla versione ottimizzata, senza doverli relinkare manualmente.

premiere assimila

Impostare e utilizzare le anteprime

Se transcodificare i file ci permette di gestire meglio le risorse della macchina, impostare le anteprime correttamente, ci permette di risparmiare moltissimo tempo durante l’esportazione.

Quando applichiamo un effetto a una clip e renderizziamo la timeline, stiamo creando delle anteprime. Premiere scrive sull’hard disk dei nuovi file, che vengono utilizzati per mandare in playback il video senza dover calcolare l’effetto in tempo reale. In breve, sono delle porzioni di file che sono già state esportate. Di default, le anteprime utilizzano, come codec, l’mpeg2, che produce file leggeri e semplici da decodificare, a discapito della qualità.

Non possiamo usare le anteprime di default per velocizzare l’esportazione ma possiamo fare in modo che Premiere generi delle anteprime di alta qualità. Nei settaggi della sequenza, basta impostare un editing mode personalizzato che rispecchi le caratteristiche del materiale sorgente su cui stiamo lavorando.

premiere-anteprime

Questo ci permetterà di impostare manualmente il tipo di codec che vogliamo usare per le ateprime. Scegliamo un codec di alta qualità (ad esempio il ProRes) alla stessa risoluzione della sequenza. Le impostazioni possono essere salvate come preset personale e riutilizzate per altre sequenze, in futuro.

A questo punto, possiamo renderizzare il montaggio quando ci allontaniamo per il pranzo o per la notte. La timeline sarà caratterizzata dalla consueta barra verde, in alto sulla linea del timecode ma le anteprime generate saranno di alta qualità e possiamo sfruttarle quando esporteremo il file, abilitando l’opzione use previews.

Se dobbiamo esportare il file nello stesso formato delle anteprime (nell’esempio ProRes 1920 x 1080) possiamo abilitare l’opzione match sequence settings e l’esportazione sarà ancora più veloce.

premiere-export

Conclusioni

Transcodificare i file e sfruttare le anteprime di alta qualità per velocizzare il rendering in Premiere Pro sono metodi che permettono di lavorare agevolmente senza attendere ore ed ore alla fine del lavoro o subire rallentamenti mentre si monta.

Usando i due metodi insieme otteniamo il risultato migliore. Si perde tempo all’inizio, per la transcodifica, ma è tutto tempo guadagnato mentre si lavora. Lo svantaggio più grosso potrebbe essere l’uso dello spazio su disco. Un’ora di ProRes 422, magari HQ, occuperà molto più spazio di un H264 girato da una DSLR.

Se non si ha molto spazio a disposizione, si potrebbe anche montare nel codec nativo e sfruttare le anteprime per il rendering e l’esportazione. Si occuperebbe meno spazio (le anteprime saranno comunque file più grandi di quelli originali), ma almeno avremo ottimizzato una parte del lavoro.