Fino a pochi anni fa, spesso esportare un video in un formato compresso era un’incognita. I codec erano poco efficienti, i preset pochi, i siti dove trovare informazioni ancora meno e il metodo più usato era quello di continuare a testare i parametri di compressione su pochi minuti di video fino a trovare quello giusto.

Oggi, esportare un video da Premiere Pro per Youtube è diventato molto, ma molto più semplice. Le linee guida di Youtube per esportare i video da caricare sulla loro piattaforma sono semplici da reperire e ci sono moltissimi preset di default in ogni software di encoding. Nonostante ciò, a volte i risultati non sono quelli che ci aspettiamo e bisogna cambiare alcuni parametri per esportare il video a una qualità superiore.

Lo scopo della compressione video per Youtube

Prima di entrare nel dettaglio, bisogna chiedersi: qual è lo scopo di esportare un video compresso per Youtube? La risposta è semplice: ottenere un file ben bilanciato tra dimensioni, qualità e tempo di caricamento.

Youtube consiglia l’esportazione in H264 a un bitrate adeguato alla risoluzione e alla frequenza dei fotogrammi del video.

linee guida esportazione video youtube

Ma se scarichiamo un video da Youtube con Clipgrab e lo analizziamo in Mediainfo ci rendiamo conto che non ha un bitrate particolarmente alto. Senz’altro più basso di quello consigliato dalla piattaforma. Infatti, Youtube non pubblica direttamente il video esportato da noi ma lo ricomprime in vari formati e con diversi codec per renderlo compatibile con dispositivi diversi e con connessioni più o meno lente. Quindi, più è alto il bitrate del file sorgente, più resisterà alla ricompressione e maggiore sarà la qualità su Youtube.

In teoria, non potremo caricare un file che dura più di 15 minuti ma basta la verifica dell’account Youtube per superare questo limite. Però bisogna usare un browser recente per caricare un file superiore ai 20Gb e la dimensione massima non deve superare i 128Gb: decisamente sufficiente a caricare un video di alta qualità.

Anche per quanto riguarda i codec, abbiamo possibilità diverse: possiamo usare l’H264 così come il ProRes, il DNxHD o perfino caricare un file non compresso: l’importante è che sia in uno dei formati supportati da Youtube. La possibilità di esportare un file non compresso non significa, automaticamente, che dobbiamo farlo. Lo scopo è sempre bilanciare qualità, dimensioni del file e tempo di caricamento.

Esportare per Youtube usando un preset di Premiere

Ecco che arriviamo al nocciolo della questione. Esportare un video per Youtube da Premiere.
Selezionando dal menu File > Export > Media, e scegliendo il formato H264, abbiamo a disposizione diversi preset già pronti. Basterà scegliere quello adatto alle caratteristiche della sequenza da esportare, ad esempio YouTube 1080p HD che esporterà un file 1920 x 1080 progressivo.

premiere-youtube-hd

Analizzando meglio le opzioni, vediamo che il tipo di compressione è 1 pass VBR con bitrate target a 16Mbps: il file sarà più pesante di quello che avremo seguendo le raccomandazioni di Youtube ma risentirà meno degli effetti della ricompressione.

In molti casi, la compressione proposta da Premiere va bene. Se abbiamo una connessione troppo lenta, possiamo provare ad abbassare il target bitrate, cercando di rimanere dentro i parametri consigliati dalle linee guida.
Ma se non siamo soddisfatti dalla qualità o vogliamo caricare un file con una qualità maggiore? Possiamo farlo. Anzi, possibilmente dobbiamo farlo.

Aumentare il bitrate massimo.

Qualità, dimensione del file, tempo di caricamento. Partendo dal preset di Premiere o dalle raccomandazioni di Youtube, possiamo aumentare il bitrate massimo ed esportare un file di qualità maggiore senza incrementarne significativamente le dimensioni.

Senza scendere in tecnicismi, con una compressione di tipo VBR possiamo impostare un bitrate target, cioè quello che è il nostro obiettivo (ad esempio gli 8 Mbps raccomandati da Youtube o i 16 Mbps del preset di Premiere) ed un bitrate massimo.
L’encoder manterrà il più possibile il bitrate sul valore target, aumentandolo fino al valore massimo nelle scene in cui ce n’è bisogno (scene con molto movimento, tanti dettagli etc…).

1 pass VBR e 2 pass VBR

Le compressioni VBR sono, normalmente, a uno o due passaggi: 1 pass VBR e 2 pass VBR.
La compressione 1 pass VBR adatta il bitrate in base alla complessità della scena ma l’encoder sceglie il bitrate man mano che va avanti nella compressione. Non sa in anticipo che differenza c’è tra il fotogramma attuale e quello successivo. Nella compressione multipasso, il primo passaggio analizza l’intero video. A parità di target bitrate, il file ottenuto sarà di qualità superiore e di dimensioni minori rispetto a un 1 pass VBR, ma il tempo di compressione sarò maggiore.

1 pass vbr 2 pass vbr premiere

È sempre preferibile usare una compressione 2 pass VBR? Dipende. La compressione 2 pass VBR ha è molto utile per avere file di qualità a bassi bitrate, per video in cui si sono molta azione o molti dettagli, o per filmati di lunga durata. Ma non sempre il vantaggio rispetto al 1 Pass VBR è evidente. Scegliere tra l’una o l’altro metodo è una questione di tempo che si ha a disposizione e di esperienza.

Caricare il file originale

Se la connessione a internet ce lo permette, abbiamo tempo e abbiamo montato in un formato poco compresso possiamo addirittura caricare il file originale. In questo caso, dobbiamo prestare attenzione ad alcune cose. Se il video è stato montato in un formato anamorfico bisognerà esportare il file in 16:9 a pixel quadrati, ad esempio un file 1440 x 1080 andrà esportato a 1920 x 1080. Inoltre, se il video è interlacciato bisognerà deinterlacciarlo durante l’esportazione. Non è una cosa che Youtube fa automaticamente e non è bello guardare vedere delle fastidiose linee ogni volta che qualcosa nel fotogramma si muove.