Esistono diversi workflow per effettuare la color correction in DaVinci Resolve di un video montato in Premiere. I due principali sono l’esportazione di un file unico o la preparazione della timeline per un roundtrip.

Nel primo caso, andrà esportato un filmato unico, importato in DaVinci Resolve dove si ricostruiranno i diversi cut usando lo scene cut detector, una EDL, o intervenendo manualmente.

Per un rountrip, invece, cioè per tornare a Premiere e finalizzare il lavoro dopo aver fatto la color, dovremo usare un formato di interscambio: il più comune è il Final Cut XML.

Entrambi i workflow prevedono che la timeline del montaggio sia preparata in modo più o meno complesso, in base al video a cui si lavora. Progetti diversi e colorist diversi richiedono workflow diversi e, in questo tutorial, vedremo delle indicazioni generali.

In tutti i casi, il film deve essere picture lock. Dal momento in cui prepariamo la timeline per la color correction, dobbiamo essere sicuri che non faremo più modifiche al montaggio.

Esportiamo un video di riferimento.

La timeline che useremo in DaVinci Resolve sarà senza grafiche, senza molti degli effetti che probabilmente avremo usato e, soprattutto, senza color correction.

Per dare un’idea al colorist di come sarà il nostro filmato finito, è necessario esportare un video, a bassa risoluzione, che andrà usato come riferimento. Così, il colorist si renderà conto se in quel particolare cut ci sono titoli  o grafiche, e dove sono posizionate; o se ci sono effetti e così via. 

Prepariamo la timeline per la color correction: un duplicato prima di tutto.

Il workflow d’interscambio tra Premiere e Davinci Resolve prevede modifiche sostanziali alla timeline, quindi è fondamentale farne un duplicato. La timeline originale ci servirà per la finalizzazione, per preparare altri export (ad esempio per chi si occupa della post produzione audio) ma anche per tornare indietro, nel caso commettessimo errori.

Facciamo un po’ d’ordine.

La timeline per la color correction deve essere il più ordinata possibileLavorando al montaggio, capita spesso di avere clip video su più tracce, clip che non usiamo, inattive e così via.

Idealmente, la timeline per il colorist, dovrebbe essere su una singola traccia. Fanno eccezione clip in sovrimpressione, grafiche in overlay e tutto ciò che, per qualche ragione particolare, non può essere spostato sulla traccia video base.

Una volta messa in ordine la timeline, è bene anche eliminare tutte le tracce video non utilizzate.

Rimuoviamo l’audio.

Al colorist non serve avere il montaggio dell’audio. Quindi esportiamo l’audio in una traccia unica e sostituiamola alle singole clip audio nella timeline che stiamo preparando per la color correction.

Organizziamo i file non supportati.

Non tutti gli effetti di Premiere sono supportati da DaVinci Resolve. Dopo aver visto una preview del montaggio, il colorist vi darà le informazioni corrette su come organizzare queste clip.

Alcuni tipi di effetti sono supportati ma clip con effetti particolari, generalmente vanno renderizzate singolarmente e sostituite a quelle originali in timeline. Possiamo fare riferimento al manuale di DaVinci Resolve contiene indicazioni sugli effetti supportati e quelli non supportati.

Il formato Final Cut XML, però, è un formato specifico di Final Cut ed è questo software che il manuale di DaVinci Resolve fa riferimento. Non tutti gli effetti indicati come supportati per il Final Cut XML nel manuale di DaVinci Resolve sono effettivamente supportati in Premiere.

Come regola generale, tutti gli effetti di terze parto non sono supportati. Per gli altri effetti, fate sempre dei test o chiedete al colorist come comportarvi.

Rimuoviamo la color.

Se abbiamo già fatto una color correction di riferimento questa andrà rimossa. Il colorist avrà comunque un’idea del lavoro fatto, guardando l’export con tutti gli effetti che gli abbiamo preparato.

Se abbiamo usato plugin che alterano la colorimetria del file, in genere vanno rimossi. Se questi plugin sono usati per un effetto particolare che è importante per la color, le clip in questione andrebbero trattate come per gli effetti non supportati, quindi vanno renderizzate singolarmente e sostituite in timeline. 

Dialoghiamo col colorist.

Come già detto, progetti diversi hanno esigenze diverse. Alcuni progetti potrebbero avere effetti di compositing, effetti particolari che dovrebbero essere mantenuti nel memento in cui si fa la color correction, potrebbero avere materiale con frame rate misti o formati diversi. Per tutto ciò è fondamentale dialogare col colorist che saprà darvi delle indicazioni specifiche a proposito.

Se i colorist siamo noi stessi, fare dei test e un po’ di esperienza ci serviranno a elaborare il nostro workflow personale.