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Ormai da diversi anni, il ProRes è diventato uno standard in diverse produzioni. Nonostante la maggior parte dei software permetta di montare virtualmente con qualsiasi codec, è noto che quelli long GOP, come l’H264, l’H265 e i loro derivati (i file delle DSLR, l’AVCHD, l’AVCCAM e così via) hanno degli schemi di compressione molto complessi che possono causare difficoltà durante montaggio, se non lavoriamo su un computer molto potente. Il ProRes, al contrario, pur producendo file di dimensioni superiori, è un molto più semplice da decodificare per la CPU e permette di montare in modo fluido anche su macchine non particolarmente performanti.

Negli anni, Apple ha ampliato la gamma dei codec ProRes e oggi ne abbiamo a disposizione sette tipi diversi. Vediamone le caratteristiche e cerchiamo di capire quale versione di ProRes usare per ciascun tipo di workflow.

ProRes Proxy

Come dice la parola stessa, il ProRes Proxy è ideale per generare file a bassa risoluzione, adatti soprattutto per lavorare con video ad alta risoluzione su computer con problemi di performance o di spazio. Il ProRes Proxy è ottimo per l’offline editing, in situazioni in cui la performance è più importate della qualità. Naturalmente, prima del mastering dovremo re-linkare i file originali o in un formato ProRes superiore.

ProRes LT

Molti preferiscono usare il ProRes LT per lavorare con i file delle camere DSLR. A 25 fps, un ProRes Proxy 1920×1080 ha un data rate di 85 Mbps, che arriva a 365 Mbps per un file 4K. Se si tratta solo di montaggio, non c’è nulla di sbagliato in questa scelta. Una delle caratteristiche del ProRes standard, è la sua “resistenza” alle ricompressioni rispetto ad altri formati lossy, ma da questo punto di vista Apple definisce il ProRes LT soltanto “buono per alcuni workflow”. Basta applicare degli effetti in After Effects o riesportare il file da un altro software per “bruciare” una generazione del file, quindi meglio andare sul sicuro e non usare il ProRes LT se non per archiviare master di lavori in SD o la cui destinazione finale è il web.

ProRes 4:2:2

È il primo nato tra i ProRes ed è considerato il ProRes Standard. Apple ne consiglia l’uso nella maggior parte dei workflow con file compressi in formati come DVCPro HD, coi file delle DSLR ma anche con l’XDCAM HD. Il vantaggio del ProRes 4:2:2 rispetto al ProRes LT è la sua qualità superiore e la resistenza a un maggior numero di ricompressioni. È ancora abbastanza leggero per lavori in multicam, non troppo complessi e con file HD, su un qualsiasi moderno computer moderno adatto al montaggio. Nonostante una maggiore dimensione dei file rispetto ai file nativi di molte camere professionali e prosumer, per la sua qualità, la sua flessibilità e la semplicità con cui i computer riescono a decodificarlo, da anni il ProRes 4:2:2 è uno standard di distribuzione per molte case di produzione e viene accettato anche da emittenti televisive e servizi on-demand.

ProRes 422 HQ

La differenza col ProRes 4:2:2, è il data rate, strettamente legato alla dimensione del file. Ancora più adatto del suo fratello minore a resistere alle ricompressioni, Il ProRes 422 HQ è il formato ideale per i lavori che hanno bisogno di essere finalizzati fuori del software di montaggio (ad esempio per la color correction in DaVinci Resolve), sempre che ne valga la pena. Se il formato di partenza ha un data rate minore del ProRes HQ e la destinazione finale è il web, probabilmente stiamo solo sprecando spazio.

ProRes 4444

È un file virtualmente non compresso e ha un croma subsampling 4:4:4, come dice il nome stesso. È adatto quindi a lavori di computer grafica, perché la dimensione del file è inferiore a quella di altri formati (come l’Animation) e supporta il canale Alpha. Viene utilizzato anche nella post produzione e la color per il cinema digitale.

ProRes 4444 XQ

È un formato con un data rate e una dimensione del file superiore al ProRes 4444 e viene utilizzato principalmente nelle camere più che per la post produzione (l’Arri Alexa, ad esempio, ha la possibilità di registrare in questo formato).

ProRes RAW

È l’ultimo nato tra i ProRes. Come dice il nome, è un formato RAW e, al momento, viene letto nativamente solo da Final Cut Pro X.

 

Per approfondire ulteriormente l’argomento si può fare riferimento alla documentazione di Apple sul ProRes e a quella specifica sul ProRes RAW.