monitor economici color correction

Lavorando alla post-produzione video, e in particolare alla color correction, il monitor è uno degli strumenti più importanti. Se cerchiamo la perfezione, dobbiamo essere pronti a spendere cifre importanti, anche nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro.

Ma ha senso spendere 25.000 euro per un Sony BVME250A o quasi 7.000 euro per un Flanders Scientific CM250 se facciamo video che saranno visti, per lo più, su un tablet o uno smarthphone? O sotto la luce del sole durante una pausa caffè?

Dipende dalle aspettative del cliente, da quello che gli abbiamo promesso, dal lavoro che facciamo ma anche dai propri gusti ed esigenze personali, budget permettendo. Ad ogni modo, la cosa più importante è conoscere la propria strumentazione e “fidarsi”.

Scegliamo di lavorare su un portatile senza calibrare il monitor e montiamo in una stanza luminosissima? Va bene, se è adeguato al tipo di lavoro che facciamo. Ma dobbiamo essere consapevoli che il bianco sul nostro display potrebbe non essere esattamente bianco su un altro monitor. Che i neri di quella scena potrebbero apparire diversi su un altro computer. Che quel cortometraggio, proiettato al cinema, potrebbe avere una fotografia diversa da come l’avevamo immaginata.

Il discorso cambia se dobbiamo adeguarci a degli standard. o se lavoriamo in una filiera di post produzione in cui la corrispondenza colorimetrica è critica. Qui entrano in gioco monitor calibrati e specifici. E anche una maggiore disponibilità finanziaria.

Se, invece, abbiamo un budget ridotto e vogliamo un monitor con cui fare color correction che abbia una “buona colorimetria” e di cui possiamo fidarci, di solito, la scelta cade su TV o monitor per computer di fascia medio-alta.

TV o monitor entry-level per la color correction?

Le TV hanno il vantaggio di essere progettate specificamente per il video. Il problema è che sono destinate all’uso domestico. Hanno impostazioni di default e preset che mirano ad attrarre l’occhio con contrasti elevati, colori sgargianti, nitidezza altissima. Non restituiscono, quindi, quella rappresentazione fedele dell’immagine di cui abbiamo bisogno in post produzione.

Alcune TV di fascia medio-alta, però, hanno pannelli a 10 bit e controlli del colore personalizzati molto raffinati. Dobbiamo essere in grado di calibrarle manualmente in maniera accurata, verificarne la calibratura e lavorare in una posizione tale per cui i colori non siano falsati dall’angolo di visione. Soprattutto, le TV hanno dimensioni generalmente molto grandi, non adeguate alle distanze ravvicinate con cui si lavora in post produzione.

Comunque, una TV di fascia alta, adeguatamente calibrata, resta un valido strumento, soprattutto come monitor per il cliente.

Molti monitor per computer wide-gamut, per quanto proporzionalmente più costosi rispetto a una TV con caratteristiche simili, hanno il vantaggio essere pre-calibrati in fabbrica. Alcuni hanno perfino strumenti di auto-calibrazione interna.

Col tempo, i monitor andranno ricalibrati ed è sempre necessario aggiungere, al costo del display, quello una sonda di calibrazione. Tra le più comuni ci sono quelle di x-rite o datacolor.

È preferibile anche avere un software di calibrazione diverso da quelli forniti con le sonde, che normalmente sono più adatti a chi lavora per la stampa. La maggior parte dei software di calibrazione sono a pagamento ma esistono freeware molto validi come DisplayCal.

Ma passiamo ai modelli di monitor economici ma con colorimetria abbastanza accurata da poter essere usati in post produzione.

 

Flanders Scientific CM 171

Apriamo questo showcase con il CM171 di Flanders Scientific. Non è un display per computer ma un vero e proprio monitor per post produzione e color correction. Vale la pena elencarlo perché il suo rapporto qualità-prezzo è tale da renderlo molto competitivo. Flanders Scientific è una azienda poco conosciuta in Europa ma molto rinomata negli USA per l’ottimo rapporto qualità prezzo dei suoi prodotti.

Il CM171 non solo è pre-calibrato in fabbrica ma, acquistandolo, sarà possibile rimandarlo al produttore per la ri-calibrazione, qualora ce ne sia bisogno, pagando solo le spese di spedizione.

Il monitor ha dei video scopes interni che possono essere visualizzati come picture in picture e supporta LUT personalizzate.

Il monitor da 17 pollici, anche se potrebbe apparire piccolo, è adeguato per molti tipi di lavoro. Ha un pannello a 10 bit, una risoluzione nativa di 1920 x 1080 ed è compatibile virtualmente con qualsiasi frame rate standard dal PAL / NTSC al HD al 2K. Ha ingressi 3G/Dual-Link/HD/SD-SDI, Component, Composito e DVI.

Prezzo listino: EUR 2,450.00 IVA esclusa.

HP DreamColor Z27x

Con l’HP DreamColor Z27x iniziamo la lista dei monitor per PC adatti anche alla color correction.

Il DreamColor è uno dei monitor entry level più utilizzati per la post produzione grazie alla sua accuratezza. È sul mercato già da diversi anni, monta un pannello LG pre-calibrato in fabbrica ed è possibile richiamare fino a 7 preset per altrettanti spazi colore, con la semplice pressione di un pulsante.

La calibrazione può avvenire sia usando un software esterno che collegando una sonda compatibile direttamente ad una delle porte USB del display.

Il monitor scala segnali 4K nella sua risolzuone nativa di 2560×1440 ma permette di mappare il 4K pixel per pixel zoomando e croppando l’immagine che può essere spostata attraverso un sistema di scrolling per verificarne i dettagli.

Prezzo listino: EUR 1.377 IVA inclusa.

Prezzo Amazon: EUR 1.084,99 IVA inclusa.

ASUS PRO ART PA249Q

L’ASUS Pro Art PA 249Q è un monitor 24 pollici che copre il 99% del Adobe RGB, il 100% del sRGB.

Ha un pannello AH-IPS con risoluzione 1920 x 1200, un hub USB 3 interno a 4 porte e numerose connessioni tra cui DisplayPort, HDMI, DVI, D-sub.

Il monitor è pre-calibrato in fabbrica ma può essere ricalibrato con una sonda usando un software esterno. Ha controlli colore separati per i canali RGB e controlli più specifici per il ciano (Y), magenta (M) e giallo (Y).

Ad un prezzo inferiore ASUS ha anche il modello PA248Q che ha un pannello IPS a 8 bit pur essendo in grado di riprodurre il 100% dello spazio colore sRGB.

Prezzo Amazon: EUR 480,67 IVA inclusa.

BENQ PG2401PT

Con una risoluzione di 1920 x 1080, un Delta-E < 2 ed il suo pannello 10 bit, il BenQ PG2401PT è uno dei monitor del suo genere più famosi. Si interfaccia direttamente con varie sonde di calibrazione (inclusa l’economica ma valida x-rite i1 display pro) ha un’ottima uniformità di luminosità su tutto il pannello, copre il 99% del gamut Adobe RGB ed è particolarmente adatto anche a lavori di stampa grazie alla copertura del 100% dello spazio colore CMYK.

Ha connessioni HDMI, DVI-D e DisplayPort e un hub USB 3 integrato.

Prezzo Amazon: EUR 979,41 IVA inclusa.

EIZO COLOR EDGE CG2730

Se escludiamo il Flanders Scientific CM171, questo è il monitor più costoso tra quelli visti finora, ma ha una dotazione top di gamma. Soprattutto, è un monitor prodotto da uno dei marchi più noti per l’accuratezza colorimetrica dei suoi prodotti.

Come i fratelli maggiori della stessa serie, ha una sonda di calibrazione integrata, pannello a 10 bit che copre il 99% dello spazio colore Adobe RGB, il 98% del DCI-P3, ha neri profondi e particolarmente accurati, un ampio angolo di visione che mantiene uniforme la luminsotià anche guardando il monitor da una posizione non esattamente frontale e una risoluzione di 2560 x 1440.

Per la post produzione e la color correction il monitor è in grado di visualizzare le frequenze e risoluzioni più consuete. Segnali HDMI vengono supportati alle frequenze 60, 50, 30, 25 e 24 Hz. Inoltre, lo schermo dispone di una convertitore tra segnale interlacciato e progressivo. Nella sua fascia di prezzo, coi suoi 27 pollici, potrebbe essere un concorrente del CM171 di Flanders Scientific che però, come dicevamo, è un monitor specifico per la post produzione video e la color correction.

Prezzo listino: 1,947 EUR IVA inclusa.