Fusion utilizza una logica un po’ diversa da quella a cui siamo abituati quando lavoriamo in After Effects, Premiere o Final Cut. La sua interfaccia a nodi potrebbe sembrare complessa e poco intuitiva a un primo approccio, ma dopo aver preso familiarità con essa scopriremo quanto sia comoda per gestire progetti complessi e modificare i parametri di una clip, senza perderci tra un’infinità di livelli sovrapposti. Per prendere confidenza coi nodi della pagina Fusion integrata in Da Vinci Resolve, oggi vediamo il funzionamento del transform node.

Cosa fa il transform node

Fondamentalmente, il transform node è molto simile al parametro transform, accessibile dall’inspector delle clip nella pagina Edit. Quindi ci permette di modificare posizione, rotazione e scala di un video o di un elemento grafico. Possiamo utilizzare il transform node di Fusion su qualsiasi tipo di media, ad eccezione dei nodi di testo. O meglio, possiamo utilizzarlo anche sul testo ma poiché questo elemento ha già dei parametri di trasformazione integrati, il transform node sarebbe ridondante, a meno che non abbiamo bisogno di creare delle trasformazioni complesse. Ma vediamo subito un esempio pratico.

Come usare il transform node

Per capire come funziona il transform node, partiamo con una struttura di nodi di base, molto semplice: un background, un media in (cioè la clip usata nella timeline della pagina Edit) e un nodo merge, che collega il background alla clip.

Prima di andare avanti, clicchiamo sul nodo background e impostiamo il colore dello sfondo in rosso, per renderlo più evidente.

Ora aggiungiamo un transform node. Per farlo:

  1. Selezioniamo il nodo media in, digitiamo cmd-barra spaziatrice su Mac (o ctrl-barra spaziatrice su Windows)
  2. Nella finestra di ricerca iniziamo a digitare transform finché non vediamo il transform node nell’elenco
  3. Selezioniamo il transform node dall’elenco e premiamo invio.

Se ora clicchiamo sul transform node, all’interno del grafico dei nodi, possiamo vederne i parametri nel pannello inspector, identificati con valori che vanno da 0 a 1. Per capirne la logica, diamo un occhio al pivot (punto di ancoraggio). Di default è impostato su 0.5 0.5, quindi al centro.

In DaVinci Resolve, 0 0 è l’angolo in basso a sinistra, 0.5 0.5 il centro, 1 1 è l’angolo in alto a destra. Nell’esempio, abbiamo impostato il pivot su 0 0.

I parametri del transform node

Come possiamo notare, la maggior parte dei parametri del transform node non ha bisogno di spiegazioni particolari. Comunque, vediamoli uno per uno.

Center

Corrisponde a ciò che in altri software è chiamato position, dunque controlla la posizione della clip sullo schermo

Aspect

Ci permette di modificare l’aspect ratio dell’oggetto. Spostando il valore in alto, la clip sarà stirata, mentre spostandolo in basso sarà compressa. Il punto di origine di queste trasformazioni è il pivot, come possiamo vedere nell’animazione qui in basso (Ricordiamo che il pivot è ancora impostato a 0 0, quindi nell’angolo in basso a sinistra)

Size

Controlla la dimensione della clip. Se l’opzione use size and aspect è attivata, il parametro size agisce proporzionalmente sia sull’altezza che sulla base della clip.

Se invece use size and aspect è disattivata, i parametri x e y possono essere modificati separatamente. In questo caso l’opzione aspect scompare perché lo stesso effetto può essere ottenuto modificando la scala y della clip.

Flip

Flip ribalta l’immagine verticalmente o orizzontalmente, come se fosse in un o specchio. I due parametri, orizzontale e verticale, possono essere modificati anche in combinazione.

Angle

Controlla la rotazione della clip, utilizzando come perno il pivot.

Edges

Attraverso questo menu a tendina possiamo creare degli effetti decisamente interessanti.

Se il valore di Edges è impostato su canvas le trasformazioni vengono eseguite in modo tradizionale, come abbiamo visto finora.

Se spostiamo il valore su wrap, invece, l’immagine viene ripetuta più volte e la clip appare come una sorta di picture in picture.

Il metodo duplicate, ripete i pixel dei bordi dell’immagine all’infinito.

Infine abbiamo la modalità mirror, molto simile a wrap ma stavolta l’immagine ripetuta è speculare all’originale.

Invert transform

Non è una funzione che si usa spesso, ma può tornare utile per generare effetti complessi o guidati da espressioni (Si, come After Effects, anche Fusion ha le sue espressioni). L’opzione, in sé, fa semplicemente quello che dice. Inverte le trasformazioni. Quindi aumentando il valore di scala, ad esempio, l’immagine viene rimpicciolita, e viceversa.

Motion blur

Sebbene questo post vuole essere soltanto una panoramica sul nodo transform, non possiamo non trattare il motion blur, che si trova nel pannello delle opzioni avanzate. Per accedervi dobbiamo prima di tutto cliccare sul tab settings all’interno delle impostazioni del nodo.

E da qui attivare il motion blur, utilissimo in quei casi in cui dobbiamo animare i parametri di trasformazione.

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