Per chi usa i prodotti AdobeMedia Encoder è tra i software di encoding più interessanti sul mercato. Supporta un grande numero di formati, ha tantissimi preset già inclusi – per internet, il broadcast – possiamo esportare DCP e aggiungere nuovi codec.

Ma Adobe Media Encoder ha anche funzioni poco usate che si rivelano utili in diverse situazioni. In questo post, ne ho selezionate sei.

Image Overlay

Vogliamo inserire un watermark o un logo aziendale che sia presente per tutta la durata del video? Possiamo farlo nella timeline di Premiere o direttamente in Adobe Media Encoder.

Nella sezione Effects dei parametri di esportazione, abilitiamo l’opzione overlay e carichiamo un file con trasparenza (ad esempio un PNG).

Possiamo posizionarlo usando i preset già impostati nel menu a tendina o usare i parametri di offset per sistemarlo manualmente dove più ci piace.

Possiamo anche scalarlo o ridurne l’opacità.

Name Overlay

Quest’opzione è particolarmente utile quando esportiamo singole clip o vogliamo creare manualmente dei proxy.

Possiamo impostare il nome del file sorgente, quello di destinazione, aggiungere un prefisso o un suffisso al nome, controllare parametri come l’opacità, la posizione o la grandezza del testo.

Timecode overlay

Questa funzione è indispensabile quando esportiamo un file di anteprima. In questo modo, chi revisiona il video potrà indicarci esattamente il timecode dove fare eventuali modifiche.

Sempre nel pannello Effects della finestra di export, abilitiamo Timecode Overlay.

Scegliamo la posizione, decidiamo se vogliamo vedere il timecode originale del file (o della sequenza) o se generarne uno nuovo.

NOTA: questa funzione non altera il timecode originale nei metadati del file, ma solo quello in sovrimpressione sul video esportato.

Loudness Normalization

Se dobbiamo esportare un video per un’emittente TV, è probabile che ci venga richiesta la conformità dei livelli audio a uno standard particolare. Quelli attualmente in vigore riguardano la corrispondenza del volume (in inglese loudness) e si misura in LUFS. A meno che non siamo esperti in materia, possiamo rivolgerci a uno studio di post produzione audio, normalizzare l’audio a un valore specifico in Audition, oppure farlo durante l’enconding del video.

In Media Encoder ci sono solo tre preset ma è comunque una funzione che può tornare utile.

Pannello publish

Vogliamo esportare il video durante la notte e quando torniamo alla nostra postazione trovarlo già su facebook, youtube o altre piattaforme di video sharing? È proprio quello che ci permette di fare il pannello publish.

Basta inserire le credenziali dell’account su cui vogliamo caricare il video e Media Encoder lo farà automaticamente, appena terminata la conversione. Ovviamente il computer deve essere collegato a internet.

Add output

Una delle funzioni più potenti di Adobe Media Encoder è la coda di rendering.

Possiamo prepare più file per l’esportazione, impostarne i parametri e poi far partire la conversione di tutti i file uno di seguito all’altro, automaticamente.

Quello che alcuni non sanno, è che se abbiamo una macchina abbastanza potente e dobbiamo esportare lo stesso file in più formati (ad esempio ProRes e H264) possiamo farlo contemporaneamente.

Clicchiamo su add output e aggiungiamo un formato di compressione alternativo.

Adobe Media Encoder esporterà le due versioni insieme.

Perché questo significhi un risparmio di tempo, ripeto, deve essere una macchina potente. Su computer meno performanti, meglio esportare i file singolarmente.