Come abbiamo già visto in diversi altri post, un DCP è una collezione di file audio, video e metadati compatibili coi server di proiezione per il cinema. La DCI, il consorzio che definisce gli standard per il cinema digitale, stabilisce anche in che modo devono essere formattati i supporti (hard disk, chiavette USB, etc…) su cui questi file vengono immagazzinati.

Molti server di proiezione sono configurati per leggere supporti di memoria formattati come NTFS, o addirittura in HFS+, ma i filesystem standard dei DCP sono l’EXT2 e l’EXT3, tipici dei sistemi operativi Linux. Inoltre, per essere pienamente compatibili, l’attributo i-node del file system deve avere una dimensione di 128 bytes.

Se l’EXT3 è un filesystem più recente e non ci sono problemi a consegnare un DCP su un hard disk in questo formato, l’EXT2 è compatibile anche con i server più datati.

Di cosa abbiamo bisogno per seguire il tutorial:

  • Di un hard disk da formattare (ovviamente)
  • Di una macchina (fisica o virtuale) con sistema operativo Ubuntu su cui siano installati GParted e i diversi software da terminale che useremo nel tutorial.

Dobbiamo proprio usare Linux?

Possiamo formattare un hard disk come EXT2 ed EXT3 su Mac e su Windows grazie ad alcune estensioni di sistema come Linux File Systems for Windows, e etxFS della Paragon. Questi software, però, non permettono di specificare le dimensioni dell’i-node, parametro molto importante se vogliamo rispettare gli standard. Quindi, abbiamo bisogno di Linux, ma non è necessario disporre di un computer fisico. Possiamo benissimo usare un ambiente di virtualizzazione come VMWare, Paralles o Virtual Box, che è addirittura gratuito.

Perché usare proprio Ubuntu?

Per formattare un hard disk in EXT2 o EXT3 possiamo usare qualsiasi distribuzione di Linux, ma su Ubuntu abbiamo a disposizione una serie di tool molto utili per altre lavorazioni coi DCP, che sono più facili da istallare e configurare.

Cosa diamo per scontato nel tutorial

  • Non è necessario conoscere perfettamente Linux ma diamo per scontato che i software utilizzati nel tutorial siano già installati sul vostro computer o che sappiate come installarli.
  • Dovete saper usare un po’ il terminale.
ATTENZIONE!
Il partizionamento e la formattazione degli hard disk sono operazioni delicate che possono causare la perdita di dati importanti e perfino un malfunzionamento del computer. Seguendo le istruzioni in questo tutorial vi prendete ogni responsabilità delle vostre azioni. Thepostspot non può essere ritenuto responsabile di qualsiasi perdita o danneggiamento. Per stare più tranquilli, stacchiamo qualsiasi hard disk che non sia quello per il DCP e stiamo attenti a non formattare l’hard disk di sistema!!

Procediamo

Prima di tutto, apriamo GParted in modalità superuser digitando nel terminale il comando:

sudo gparted

seguito da invio.

Inseriamo la password e ridiamo invio (Ricordiamo che quando digitiamo la password nel terminale, il cursore resta fermo).

GParted si aprirà in modalità GUI (con interfaccia grafica).

Scegliamo l’hard disk da formattare

Dall’elenco dei device in GParted, selezioniamo l’hard disk da formattare.

Ora vediamo l’elenco delle partizioni dell’hard disk selezionato.

Prepariamo la partizione

Col tasto destro, selezioniamo la partizione da formattare e scegliamo unmount per disattivarla.

Selezioniamo la partizione appena disattivata, dal menu device e scegliamo create partition table.

Come formato della partizione selezioniamo MSDOS.


ATTENZIONE!
Assicuriamoci, ancora una volta, di operare sull’hard disk corretto. Se siamo proprio sicuri, clicchiamo su Apply. Da questo momento non si torna più indietro ed eventuali dati presenti sull’hard disk andranno persi.

La partizione è stata distrutta. Ora dobbiamo crearne una nuova.

Partizioniamo

Dal menu Partition selezioniamo New > Filesystem. Dall’elenco a tendina dei filesystem selezioniamo ext2, poi clicchiamo sul pulsante add.

NOTA: se vogliamo usare il filesystem ext3 scegliamo ext3 dall’elenco.

Infine, selezioniamo ancora una volta la partizione e confermiamo l’operazione cliccando sul segno di spunta nella barra in alto.

Dopo aver cliccato su apply, inizia l’operazione di formattazione.

Restiamo in attesa. Potrebbe richiedere molto tempo

Formattiamo con i-node 128

Terminata l’operazione precedente, smontiamo ancora una volta la partizione appena creata.

Apriamo un nuovo terminale (senza chiudere quello precedente, che sta eseguendo GParted) ed digitiamo il comando:

sudo mkfs.ext2 -j -I 128 <percorso hard disk>

Dove per percorso hard disk si intende il percorso dell’hard disk da formattare che vediamo in GParted, nel nostro caso /dev/sdb1.

Anche stavolta, ci vorrà un po’ di tempo. Possiamo seguire l’avanzamento dell’operazione nel terminale o andare a prendere un caffè.

NOTA: Se stiamo formattando come ext3, il comando corretto sarà

sudo mkfs.ext3 -j -I 128 <percorso hard disk>

Eureka!

A questo punto l’hard disk è stato correttamente formattato.

Se vogliamo assegnare una label personalizzata (un nome) all’hard disk, torniamo in GParted. Dal menu Partition selezioniamo Label e assegniamo all’hard disk il nome desiderato.

Per verificare che il tipo di filesystem del disco appena formattato sia corretto, digitiamo nel terminale.

sudo file -sL <percorso hard disk>

Nell’esempio, il percorso hard disk è /dev/sdb1, quindi il comando sarà

sudo file -sL /dev/sdb1

Mentre per verificare che gli i-node siano corretti possiamo usare il comando

sudo tune2fs -l <percorso hard disk>

Nel nostro esempio

sudo tune2fs -l /dev/sdb1

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