creare un DCP con Premiere

Tutti vorremo vedere il nostro film proiettato al cinema ma convertire un video in un DCP conforme agli standard non è un processo semplice. Sempre più spesso però, i filmmaker indipendenti hanno bisogno di convertire i loro video in DCP per festival e screening. Quanto sarebbe bello creare un DCP con Premiere Pro direttamente dalla timeline? Dalla versione CC 2014 ciò è possibile grazie al plugin Wraptor della Quvis. Vediamo come funziona.

Se alcuni termini fossero poco chiari, vi consiglio di leggere i miei due articoli di introduzione al DCP: il primo da un’idea generale di cosa sia un DCP, il secondo è utile per chiarire alcuni termini e aspetti tecnici del formato.

Convertire in DCP con Premiere usando Wraptor

Convertire un video in DCP con Premiere è semplice. Selezioniamo la sequenza ed esportiamola come facciamo di solito.

creare un DCP con Premiere

Dalla finestra di esportazione selezioniamo Wraptor DCP come formato.

creare un DCP con Premiere

Nella mia sequenza ho utilizzato un filmato Full HD a 24fps, quindi sceglierò il preset 2K Digital Cinema – Flat 24fps.

wraptor dcp premiere preset

Premiere imposterà automaticamente la risoluzione finale a 1998 x 1080, che corrisponde al container FLAT ed è corretto se la nostra sequenza di Premiere è 1920×1080.

In base alla timeline che stiamo esportando, le altre opzioni sono SCOPE e FULL CONTAINER. SCOPE lo useremo per filmati con aspect ratio pari o vicino a 2.39:1. FULL CONTAINER è conforme allo standard DCI ma nella pratica non viene usato. Se il vostro video è FULL CONTAINER 2048 x 1080, conviene comunque esportarlo come FLAT!

dcp wraptor premiere container

Resta da selezionare il frame rate, che nel caso del mio video è 24fps.

Verifichiamo le impostazioni audio. Wraptor permette di esportare timeline montate con audio stereo o 5.1. Nel mio caso l’audio è stereo. Sarebbe corretto usare sempre 5.1 ma è difficile approfondire qui l’argomento.

wraptor premiere dcp audio

Quindi scegliamo dove salvare il DCP.

Il software presuppone che il file di partenza sia nello spazio colore REC 709, proprio dei video HD, ed eseguirà automaticamente la conversione allo spazio colore XYZ proprio del DCP.

L’encoder è abbastanza veloce rispetto ad altre soluzioni gratuite ma non c’è da aspettarsi tempi brevi.

Finito l’encoding, il DCP sarà salvato sotto forma di cartella. Questa cartella è il DCP e contiene tutti file necessari per la proiezione in un cinema digitale.

Fino a qui tutto bene ma è davvero così semplice? Non proprio.

Controllo qualità

Per valutare il risultato del DCP appena creato possiamo usare il player di Quvis, disponibile anche con licenza a noleggio di 60$ al mese. Pero, la certezza che il DCP funzioni potremo averla solo proiettandolo in un cinema.

UPDATE 2018: Con DaVinci Resolve 15 è possibile importare un DCP esportato da Premiere e vederlo in timeline come qualsiasi altro video. In questo modo, si può valutare il risultato della compressione per un primo controllo qualità prima di andare al cinema.

Il plugin integrato in Premiere, non permette di impostare la qualità della compressione. Nella finestra di export pare sia impostato un bitrate di 250Mbps, il massimo consentito per i DCP. In realtà, Wraptor impostata il bitrate automaticamente durante l’export. Per il video usato in questo tutorial, il software ha prodotto un file con un bitrate di 37 Mbps.

wraptor premiere dcp bitrate

Conformità allo standard

I frame rate disponibili nella versione di Wraptor inclusa in Premiere Pro CC sono 24 e 25 fps. In entrambi i casi Wraptor produrrà un DCP InterOp!

Un DCP InterOp a 25 fps non è conforme agli standard quindi aumentano le possibilità che un cinema non lo accetti o che non riesca a leggerlo. I DCP a 25 fps sono conformi solo nello standard SMPTE che questa versione di Wraptor non supporta.

La buona notizia è il che il 24 fps InterOp è conforme agli standard ed è il compatibile con tutti i server di proiezione.

Ma se il frame rate originale del video che esportiamo da Premiere è a 25 fps e usiamo il preset a 24fps di Wraptor, il software eseguirà la conversione automaticamente nella maniera più basilare possibile: eliminerà un fotogramma ogni secondo. Ciò potrebbe essere impercettibile in alcune scene ma ben visibile in altre.

L’alternativa è convertire il file a 24 fps prima di esportarlo. Uno dei metodi più comuni è la funzione interpreta metraggio di Premiere. Sarà percettibile una variazione di tonalità nell’audio che possiamo ignorare (senza confrontarlo con l’originale, nessuno se ne accorgerà) o correggere con un software di editing audio. Questo, però, comporta un workflow più complesso e conoscenze più specifiche.

Padding e pillarbox

Quando creiamo un DCP Flat da un video Full HD, inseriamo un fotogramma 1920 x 1080 in un contenitore 1998 x 1080. Sarebbe meglio mantenere inalterata la risoluzione del file originale e usare un pillarbox: due bande nere verticali ai margini del fotogramma. Il pillarbox sarà evidente sul nostro monitor ma invisibile in proiezione.

Wraptor, però, non ci dà alternative: scala il fotogramma e lo ingrandisce, tagliandone una porzione in alto e in basso. Niente di grave ma è fuori dal nostro controllo.

Se è importante mantenere inalterata l’immagine originale, dovremo inserire il video in un fotogramma 1998 x 1080 e lasciare il pillarbox in Premiere, prima di esportare. Questo vanifica, ancora una volta, la semplicità da cui eravamo partiti.

wraptor-premiere-08

Naming convention

Wraptor tralascia completamente la Digital Cinema Naming Convention, la convenzione con cui si nominano i file destinati a un cinema digitale.

Ciò non pregiudica la compatibilità del DCP coi server di proiezione ma ci sono cinema e festival che non accettano DCP che non rispettano la naming convention. Però possiamo nominare manualmente la timeline di Premiere secondo la digital cinema naming convention, prima di esportare il DCP. Kinofreund ha creato un tool online che ci semplifica il lavoro.

Conclusione

Wraptor è molto semplice da usare. I risultati sono qualitativamente accettabili per uno screening o un piccolo festival ma, senza sapere cosa stiamo facendo, c’è il rischio di generare un DCP fuori standard. 

Se il DCP è destinato una proiezione importante, dorvemo assolutamente testare il DCP direttamente sul server su cui andrà proiettato. Meglio ancora, rivolgiamoci a un professionista.

Molti dei limiti sono imposti da Quvis per vendere la versione completa del plugin, ma esistono anche soluzioni gratuite che rispettando tutti gli standard. DaVinci Resolve 15 e, soprattutto, DCP-o-Matic sono tra le migliori.