Dopo l’annullamento del NAB per via della pandemia in corso, Blackmagic ha presentato il nuovo DaVinci Resolve 17 in un lungo live streaming. Le novità sono tante e riguardano il software in ogni suo aspetto.

Partendo dalla color correction, è stato migliorato il motore colorimetrico che ha reso famoso DaVinci Resolve. Sono state ridisegnate le ruote di colore che ora offrono controlli più accurati a chi lavora in HDR, mentre il nuovo color warper permette di agire con precisione su singole aree dell’immagine e creare effetti di colore in maniera intuitiva e senza far ricorso alle LUT.

Blackmagic conferma il suo interesse ad accontentare una clientela sempre più vasta, dagli studi di post produzione hollywoodiani a chi lavora coi social media. A questi ultimi viene in aiuto il nuovo reframing automatico, basato su intelligenza artificiale, che semplifica il montaggio e l’esportazione di filmati girati in 16:9 verso canali di distribuzione che usano aspect ratio diversi. Una funzione indispensabile a chi lavora con formati verticali o quadrati tipici di facebook o instagram. Non è una novità assoluta nel campo dell’editing, ma il ritardo di Blackmagic ad introdurre alcune funzioni appare sempre di più una mossa per far fronte alle esigenze dei propri utenti ispirandosi al meglio offerto dalla concorrenza. In questa strategia si inseriscono le nuove funzioni di anteprima live degli effetti e la gestione automatizzata dei proxy, caratteristica che dovrebbe migliorare anche la performance complessiva del software.

Alla cut page, introdotta con DaVinci Resolve 16, viene aggiunto il nuovo reframe automatico ed ora anche la possibilità di montare in multicam, virtualmente senza dover passare per la edit page. 

Tra le novità più rilevanti della fusion page, ci sono i nodi che semplificano la creazione di titoli e grafiche animate. Inoltre, in DaVinci Resolve 17 abbiamo la possibilità di creare template e preset personali di fusion da usare nella edit page, come fossero semplici plug-in.

Interessante anche l’uso dell’intelligenza artificiale, e nello specifico del riconoscimento facciale, come supporto alla catalogazione e alla ricerca delle clip.

Per chi possiede la versione Studio, soltanto i 100 e più effetti con accelerazione GPU hanno un valore economico che va ben oltre i 255 euro del costo della licenza. Basta pensare che in software come Premiere o Final Cut Pro X, plug-in con funzioni simili vanno acquistati a parte. Senza contare che, almeno fino ad oggi, DaVinci Resolve si paga soltanto una volta e tutti gli aggiornamenti sono gratuiti, anche quelli alle major release.

Insomma, DaVinci Resolve 17 si prefigura come uno degli aggiornamenti più interessanti che abbiamo visto negli ultimi anni e darà ancora più filo da torcere alla concorrenza.

È già possibile scaricare gratuitamente la versione beta del software dal sito di Blackmagic Design.

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